VMware e le schede di rete virtuale

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In una farm complessa come quella che gestisco può accadere di avere diverse versioni di VMWare ESX per i vincoli che progressivamente vengono a crearsi su guest virtualizzati e conseguentemente sugli host.

Se a questo aggiungiamo che le evoluzioni dei core dei microprocessori mette a dura prova la compatbilità di VMWare nelle sue funzioni più avanzate (vmotion) vi ritrovere presto ad usare la migration per spostare le macchine virtuali spente da un datacenter all’altro.

In questo caso è necessario fare molta attenzione ai VMTools e ai driver per le schede di rete installati sui sistemi operativi guest.

Mi è successo che uno dei miei backend server, dopo lo spostamento da un 3.5 ad un 3.0.2,  avesse degli stranissimi problemi che si manifestavano in una webapplication piuttosto critica.

Con l’aiuto dei ragazzi dello sviluppo abbiamo ricondotto il problema ad una temporanea interruzione della risorsa di rete utilizzata dal programma.

Peccato che questa risorsa è clusterizzata, monitorata e utilizzata da altre macchine identiche a quella che aveva il problema e dunque non poteva costituirne l’origine.

Indagando sulle change config del server abbiamo iniziato a pensare che fosse collegato allo spostamento di server.

All’aumentare delle verifiche tutto portava a concludere che qualcosa sulla macchina non andava e controllando i driver della scheda di rete  noto la prima differenza. Il driver è una versione superiore a quella dei VMWare tools 3.02 ma inferiore a quelli della 3.5 update 3 installata su un datacenter nuovo con ESX 3.5.

A questo punto sposto questa macchina virtuale su un datacenter 3.5 appena installato e il problema, magicamente, scompare.

La cosa che mi lascia interdetto è l’assenza totale di qualunque avvertimento del sistema relativamente al disallinemanto, sia pure di minor release, dei driver e/o VMtools.

Sono sempre più convinto che la virtualizzazioni sia per molti contesti ma non per tutti. A certi livelli aggiunge complessità che diminuisce la robustezza dell’infrastruttura aumentando la complessità e, indirettamente, i tempi di risoluzione dei problemi.

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