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	<title>Comments on: Saggezza popolare anonima sul terremoto</title>
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		<title>By: roberto tinari</title>
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		<dc:creator>roberto tinari</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 13:13:04 +0000</pubDate>
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		<description>sci nu mitu. te sci scordatu solo unculu che tortorata.
complimenti sci glju kju fregno.  Tinari roberto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sci nu mitu. te sci scordatu solo unculu che tortorata.<br />
complimenti sci glju kju fregno.  Tinari roberto</p>
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		<title>By: anna</title>
		<link>http://www.thebitstreamer.com/index.php/2009/04/30/saggezza-popolare-anonima-sul-terremoto/comment-page-1/#comment-74</link>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2009 21:02:50 +0000</pubDate>
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		<description>sbrvlizz Fulvio Giuliani www.terranera.net
DEDDOSHI 
Le parole sono le stesse per tutti. 
E di tutti sono. 
Chiunque ne può disporre, in facoltà che, alternandole nei tempi, negli intervalli, negli accenti, produca emozioni ed evochi spiriti al punto da riuscire a trasferire i propri turbamenti e piaceri, reazioni ed indifferenza, rabbie e dolori. 
Le parole si conficcano come frecce, esplodono come colpi di fucile, si posano come farfalle. 
Entrano ed escono lasciando luce e scie di odori, confermano e cancellano luoghi e persone. 
Le parole hanno un peso, quelle dette e quelle taciute. A volte fanno male, ancora più del dolore assoluto. Il silenzio stesso è un&#039;assenza di parola, di suono. Di speranza. 
Armi senza prezzo, le parole. L’abilità di sceglierne con eleganza la loro combinazione dà, a chi la governa, un sottile senso di pienezza. Le parole, se ben organizzate, sistemano anche i pensieri. Scrivendo, a volte, si arriva a definire un dubbio o una inquietudine per tanto tempo portata. 
Infilare le parole nel giusto verso è un piacere che ognuno dovrebbe sostenere. 
L’uso ne è libero ma, per impedire che chi si trovi costretto a leggerle si riempia di malanimo esistono delle regole. Anche queste, studiate, verificate, discusse, riproposte, condivise. 
Suono e significato tendono alla melodia. 
Ma in mezzo a questa devastazione mancano. 
O sono troppe. O, per quanto mi sforzi, non sono mai quelle giuste. 
Trovare nuove combinazioni per descrivere un unico pervadente pensiero, un chiuso corrosivo dolore, un irripetibile, immenso stupore per tanta cattiveria, per una così profonda offesa del fato, è una prova impossibile ed inutile. 
Capita spesso che, a volte, qualcuno le abbia già trovate per te e leggendole così ben definite, l’una che tira l’altra, che ricompongono il tuo pensiero, chiariscono i tuoi dubbi, definiscono le tue percezioni si trovi anche un po’ di pace. 
Sono in fondo a questo scritto. 
Chi scrive – almeno io – lo fa per se. 
E’ come fumare. Dà piacere solo mentre lo fai. Rileggersi è, spesso, una noia. Più lo fai più modifichi, aggiusti, raffini, cambi il senso e, a volte, anche idea. Ne guadagni forse in chiarezza, ne perdi in emozione. 
Questa è una di quelle volte. 
Non mi va di raccontare il mio e il vostro dolore con forme nuove, una volta ancora. 
Bastano le foto di Gianluca. Belle da far male perché dicono di voi, di noi, della mia gente attraverso occhi perduti e spalle incurvate. 
Io lo so che ce la faremo. Avviliti, feriti nel corpo e nell&#039;anima ma non ancora piegati. 
Lo so, perché questa cosa finirà. Sarà sempre troppo tardi, ma finirà. Smetterà la pioggia, la neve, questo maledetto topo gigante che ci fa ancora svegliare pieni di paura. E quel giorno ci sarà sempre uno di noi che ricomincerà. Con più silenzi che parole e, nel sorriso, più amarezza che allegria. 
Ma ricomincerà. 
E lo farà sorridendo. 
Questa cosa è data a noi perché noi siamo in condizioni di tenerla. Di vincere la rassegnazione con la rabbia. Se non ce la faremo noi non ce la farà nessuno. Nessuno è così forte e nobile come lo siamo noi in questo maledetto momento. 
Quando le luci saranno spente e i guitti che si glorificano della loro sproporzionata e tempestiva generosità se ne saranno finalmente andati, quando le impossibili promesse si saranno infrante sull’immensità del disastro, allora sarà il tempo di essere lucidi e determinati. Ci sarà stato lo sfoggio del meglio e del peggio di ognuno di noi e potremo passare giornate intere a contare i “grazie” che abbiamo distribuito in questi mesi e gli “a buon rendere” che abbiamo pensato e, educatamente, taciuto. 
Ogni sasso staccato, ogni crepa nei muri, ogni casa caduta è una ferita, un tentativo della sorte di cancellare i nostri ricordi, il nostro passato, la storia di ognuno di noi. Sono i giorni che abbiamo speso nel fare che qualcuno spietato, scossa dopo scossa, si vuole riprendere. 
Ma non gli sarà possibile. 
Le pietre, anche se disordinate, ammucchiate, polverose, saranno ancora lì. 
Come le parole. 
Basterà riprenderle e rimetterle al loro posto. 
Una dopo l’altra. 
Perché tutto abbia, di nuovo, un significato 

The hearth keeps some vibration going 
There in your heart, and that is you. 
And if the people find you can fiddle, 
Why, fiddle you must, for all your life 
... 
FIDDLER JONES – Edgar Lee MASTER – Spoon River Anthology</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sbrvlizz Fulvio Giuliani <a href="http://www.terranera.net" rel="nofollow">http://www.terranera.net</a><br />
DEDDOSHI<br />
Le parole sono le stesse per tutti.<br />
E di tutti sono.<br />
Chiunque ne può disporre, in facoltà che, alternandole nei tempi, negli intervalli, negli accenti, produca emozioni ed evochi spiriti al punto da riuscire a trasferire i propri turbamenti e piaceri, reazioni ed indifferenza, rabbie e dolori.<br />
Le parole si conficcano come frecce, esplodono come colpi di fucile, si posano come farfalle.<br />
Entrano ed escono lasciando luce e scie di odori, confermano e cancellano luoghi e persone.<br />
Le parole hanno un peso, quelle dette e quelle taciute. A volte fanno male, ancora più del dolore assoluto. Il silenzio stesso è un&#8217;assenza di parola, di suono. Di speranza.<br />
Armi senza prezzo, le parole. L’abilità di sceglierne con eleganza la loro combinazione dà, a chi la governa, un sottile senso di pienezza. Le parole, se ben organizzate, sistemano anche i pensieri. Scrivendo, a volte, si arriva a definire un dubbio o una inquietudine per tanto tempo portata.<br />
Infilare le parole nel giusto verso è un piacere che ognuno dovrebbe sostenere.<br />
L’uso ne è libero ma, per impedire che chi si trovi costretto a leggerle si riempia di malanimo esistono delle regole. Anche queste, studiate, verificate, discusse, riproposte, condivise.<br />
Suono e significato tendono alla melodia.<br />
Ma in mezzo a questa devastazione mancano.<br />
O sono troppe. O, per quanto mi sforzi, non sono mai quelle giuste.<br />
Trovare nuove combinazioni per descrivere un unico pervadente pensiero, un chiuso corrosivo dolore, un irripetibile, immenso stupore per tanta cattiveria, per una così profonda offesa del fato, è una prova impossibile ed inutile.<br />
Capita spesso che, a volte, qualcuno le abbia già trovate per te e leggendole così ben definite, l’una che tira l’altra, che ricompongono il tuo pensiero, chiariscono i tuoi dubbi, definiscono le tue percezioni si trovi anche un po’ di pace.<br />
Sono in fondo a questo scritto.<br />
Chi scrive – almeno io – lo fa per se.<br />
E’ come fumare. Dà piacere solo mentre lo fai. Rileggersi è, spesso, una noia. Più lo fai più modifichi, aggiusti, raffini, cambi il senso e, a volte, anche idea. Ne guadagni forse in chiarezza, ne perdi in emozione.<br />
Questa è una di quelle volte.<br />
Non mi va di raccontare il mio e il vostro dolore con forme nuove, una volta ancora.<br />
Bastano le foto di Gianluca. Belle da far male perché dicono di voi, di noi, della mia gente attraverso occhi perduti e spalle incurvate.<br />
Io lo so che ce la faremo. Avviliti, feriti nel corpo e nell&#8217;anima ma non ancora piegati.<br />
Lo so, perché questa cosa finirà. Sarà sempre troppo tardi, ma finirà. Smetterà la pioggia, la neve, questo maledetto topo gigante che ci fa ancora svegliare pieni di paura. E quel giorno ci sarà sempre uno di noi che ricomincerà. Con più silenzi che parole e, nel sorriso, più amarezza che allegria.<br />
Ma ricomincerà.<br />
E lo farà sorridendo.<br />
Questa cosa è data a noi perché noi siamo in condizioni di tenerla. Di vincere la rassegnazione con la rabbia. Se non ce la faremo noi non ce la farà nessuno. Nessuno è così forte e nobile come lo siamo noi in questo maledetto momento.<br />
Quando le luci saranno spente e i guitti che si glorificano della loro sproporzionata e tempestiva generosità se ne saranno finalmente andati, quando le impossibili promesse si saranno infrante sull’immensità del disastro, allora sarà il tempo di essere lucidi e determinati. Ci sarà stato lo sfoggio del meglio e del peggio di ognuno di noi e potremo passare giornate intere a contare i “grazie” che abbiamo distribuito in questi mesi e gli “a buon rendere” che abbiamo pensato e, educatamente, taciuto.<br />
Ogni sasso staccato, ogni crepa nei muri, ogni casa caduta è una ferita, un tentativo della sorte di cancellare i nostri ricordi, il nostro passato, la storia di ognuno di noi. Sono i giorni che abbiamo speso nel fare che qualcuno spietato, scossa dopo scossa, si vuole riprendere.<br />
Ma non gli sarà possibile.<br />
Le pietre, anche se disordinate, ammucchiate, polverose, saranno ancora lì.<br />
Come le parole.<br />
Basterà riprenderle e rimetterle al loro posto.<br />
Una dopo l’altra.<br />
Perché tutto abbia, di nuovo, un significato </p>
<p>The hearth keeps some vibration going<br />
There in your heart, and that is you.<br />
And if the people find you can fiddle,<br />
Why, fiddle you must, for all your life<br />
&#8230;<br />
FIDDLER JONES – Edgar Lee MASTER – Spoon River Anthology</p>
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		<title>By: thebitstreamer</title>
		<link>http://www.thebitstreamer.com/index.php/2009/04/30/saggezza-popolare-anonima-sul-terremoto/comment-page-1/#comment-73</link>
		<dc:creator>thebitstreamer</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2009 20:35:05 +0000</pubDate>
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		<description>Se mi mandate anche il link lo metto direttamente.
Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se mi mandate anche il link lo metto direttamente.<br />
Saluti</p>
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	<item>
		<title>By: attilio</title>
		<link>http://www.thebitstreamer.com/index.php/2009/04/30/saggezza-popolare-anonima-sul-terremoto/comment-page-1/#comment-72</link>
		<dc:creator>attilio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2009 20:22:51 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;Autore esiste ed è noto
Si chiama Fulvio Giuliani ed il pezzo è stato inserito per la prima volta nel sito del suo paese. WWW.Terranera.net.

Citate il pezzo, ma per correttezza anche l&#039;autore...

Ciao, a presto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Autore esiste ed è noto<br />
Si chiama Fulvio Giuliani ed il pezzo è stato inserito per la prima volta nel sito del suo paese. <a href="http://WWW.Terranera.net" rel="nofollow">http://WWW.Terranera.net</a>.</p>
<p>Citate il pezzo, ma per correttezza anche l&#8217;autore&#8230;</p>
<p>Ciao, a presto</p>
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		<title>By: anna</title>
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		<dc:creator>anna</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2009 19:56:07 +0000</pubDate>
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		<description>l&#039;autore è FULVIO GIULIANI, L&#039;Aquila 
fulvio.giuliani@tin.it
 e il sito dove è stato pubblicato è 
TOL TERRANERA ON LINE 
www.terranera.net</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>l&#8217;autore è FULVIO GIULIANI, L&#8217;Aquila<br />
<a href="mailto:fulvio.giuliani@tin.it">fulvio.giuliani@tin.it</a><br />
 e il sito dove è stato pubblicato è<br />
TOL TERRANERA ON LINE<br />
<a href="http://www.terranera.net" rel="nofollow">http://www.terranera.net</a></p>
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	<item>
		<title>By: Massimo</title>
		<link>http://www.thebitstreamer.com/index.php/2009/04/30/saggezza-popolare-anonima-sul-terremoto/comment-page-1/#comment-70</link>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2009 16:47:28 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;autore esiste ma non è citato come sempre...

Si chiama Fulvio Giuliani ed il sito su cui ha scritto questo messaggio è quello del suo paese www.terranera.net

Pubblicatelo Gente!</description>
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<p>Si chiama Fulvio Giuliani ed il sito su cui ha scritto questo messaggio è quello del suo paese <a href="http://www.terranera.net" rel="nofollow">http://www.terranera.net</a></p>
<p>Pubblicatelo Gente!</p>
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