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21 Feb
Oggi i miei concittadini hanno fatto una nuova manifestazione per sottolineare l’apparente stato di immobilità in cui versa il Centro Storico di L’Aquila.
Sinceramente faccio sempre più fatica a dichiararmi Aquilano non per la legittima aspirazione ad avere qualche straccio di certezza sulla propria casa ma per i tempi e le modalità con cui la protesta avviene.
Non che io stia meglio: sono fuori casa dal 6 aprile, sono in affitto a mie spese (rimborsate in parte dall’autonoma sistemazione quando quelli del SED riescono a lavorare con un foglio excel..) e non so quando e se partiranno i lavori di riparazione.
Tutto sospeso, quindi. Ovviamente non recrimino sulle mie scelte ma rivendico un profilo di responsabilità verso la mia famiglia e la mia città. Potendo, provvedo da solo.
Quanti, tra quelli che vanno a queste manifestazioni, hanno veramente bisogno (avere una casa al centro dell’aquila non era proprio alla portata di tutti..)? quanti si rendono conto che il problema è più grande del loro ego (per quanto smisurato per alcuni di loro L’Aquila è comunque una citta da 70K persone..)? quanti si rendono conto che sono strumenti per una campagna elettorale che non si fa più con i comizi ma con serpeggiante maldicenza e altro?
Il Sindaco ci mette anche del suo… Ora è il vice commissario: deve indicare le soluzioni non i problemi e, tantomeno, deve saltare sul cavallo impazzito della denigrazione preventiva.
Sarà che sono un incurabile illuso ma, al posto di questa sparuta minoranza di Aquilani, chiederei al vice-commissario quanto tempo gli serve per trovare una soluzione ad ogni singolo problema e poi mi farei vivo a tempo debito. Almeno non rischio di diventare lo strumento di altri … per i loro obbiettivi personali.
Tutto ciò è esattamente in linea con l’egoismo sfrenato che regnava nella città… Poi dicono che non esiste la punizione divina…
2 Responses for "I mille strumenti di una guerra sporca"
Non corcordo pienamente sopratutto per quel che riguarda il sindaco. Da ricordare che fino ad ora non ha potutodecidere/fare praticamente niente. Non ha avuto voce in capito su nulla; sta iniziando ora e, secondo me, è giusto dargli il tempo di capire da come iniziare.
Se i decreti per la ricostruzione non ci sono, non è colpa dell’ amministrazione locali ma della premiata ditta B&B e compagnia bella; cmq il discorso è troppo lungo e si finisce a parlare sempre delle stesse cose.
Quello che non concordo, invece, è un’ affermazione fatta da una donna che si trovava ieri a manifestare; parafrasando, ha detto quanto segue: “i miei figli non sono voluti venire. hanno il campetto di calcio sotto casa e ormai si sono dimenticati del centro storico”.
Io le avrei risposto:”meno male che si sono dimenticati… forse hanno iniziato a capire che si deve ricominciare dalle piccole cose ed è un bene che si vadano a divertire invece di fare sfilate lungo il corso. Sono è quello di giocare”.
Tocca che si danno tutti una regolata. Il problema non si risolve né in giorni ne in mesi. Purtroppo ci vogliono anni.
Ed in questi anni bisogna sorvegliare mettendo, per una volta, i propri interessi in secondo piano.
Cosa che, a vedere quello che già sta accadendo, non mi pare si stia facendo.
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