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Oggi i miei concittadini hanno fatto una nuova manifestazione per sottolineare l’apparente stato di immobilità in cui versa il Centro Storico di L’Aquila.

Sinceramente faccio sempre più fatica a dichiararmi Aquilano non per la legittima aspirazione ad avere qualche straccio di certezza sulla propria casa ma per i tempi e le modalità con cui la protesta avviene.

Non che io stia meglio: sono fuori casa dal 6 aprile, sono in affitto a mie spese (rimborsate in parte dall’autonoma sistemazione quando quelli del SED riescono a lavorare con un foglio excel..) e non so quando e se partiranno i lavori di riparazione.

Tutto sospeso, quindi. Ovviamente non recrimino sulle mie scelte ma rivendico un profilo di responsabilità verso la mia famiglia e la mia città. Potendo, provvedo da solo.

Quanti, tra quelli che vanno a queste manifestazioni, hanno veramente bisogno (avere una casa al centro dell’aquila non era proprio alla portata di tutti..)? quanti si rendono conto che il problema è più grande del loro ego (per quanto smisurato per alcuni di loro L’Aquila è comunque una citta da 70K persone..)? quanti si rendono conto che sono strumenti per una campagna elettorale che non si fa più con i comizi ma con serpeggiante maldicenza e altro?

Il Sindaco ci mette anche del suo… Ora è il vice commissario: deve indicare le soluzioni non i problemi e, tantomeno, deve saltare sul cavallo impazzito della denigrazione preventiva.

Sarà che sono un incurabile illuso ma, al posto di questa sparuta minoranza di Aquilani, chiederei al vice-commissario quanto tempo gli serve per trovare una soluzione ad ogni singolo problema e poi mi farei vivo a tempo debito. Almeno non rischio di diventare lo strumento di altri … per i loro obbiettivi personali.

Tutto ciò è esattamente in linea con l’egoismo sfrenato che regnava nella città… Poi dicono che non esiste la punizione divina…