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Con questo post volevo solo manifestare solidarietà e piena sintonia di quanto dice il mio concittadino, picchiato ingiustamente, riguardo le richieste del popolo dell’Aquila.

Condivido meno  la protesta di alcuni facinorosi contro la Protezione Civile e men che meno le parole usate.

La cosa che ferisce e mi offende è la totale assenza dei media sul problema che, al più, ci strumentalizzano.

Il terremoto non è risolto e L’Aquila risorta come era fino al 6 aprile alle 3.30. Tutt’altro.

Indubbiamente molto è stato fatto, ma molto di quanto promesso con la legge di conversione del decreto legge sull’emergenza abruzzo non è ancora utilizzabile ed il paradosso, che vivo personalmente, è che l’indisponibilità di soldi neutralizza tutti i benefici che sono riportati nella legge.

In pratica dal prossimo mese il mio stipendio verrà decurtato del 50% circa per la ripresa dell’irpef, dei prestiti e di tutte le bollette e balzelli di oltre 1 anno in arretrato. Considerando che il cantiere di casa è appena iniziato e sarò in affitto ancora per diversi mesi (se tutto fila liscio..) con tutte le utenze di un’altra casa direi che sentirsi beffati è il minimo.

L’autonoma sistemazione è ferma a marzo e quindi posso contare solo sulle mie forze che, con l’esenzione dell’irpef, erano adeguate ad affrontare l’emergenza e creare il margine necessario per riacquistare tutto quello che si è rotto dentro casa e che nessuno prende mai in considerazione come spesa necessaria (mobili, suppellettili, elettrodomestici).

Ecco perché altri 6 mesi di esenzione dalle tasse sono indispensabili per contribuire alla effettiva rinascita economico sociale del cratere unitamente ad una disponibilità di fondi per la ricostruzione certa e continua.

Se a questo aggiungete anche che in una situazione simile, un’intera provincia ha goduto di ben 18 mesi di esenzione e la restituzione dopo 10 anni del 40% , gli Aquilani hanno di che essere incazzati e non poco.

Siamo forse italiani di serie B?

Per essere costruttivi basterebbe iniziare a limitare i benefici solo a coloro che effettivamente vivono situazioni difficili. Ad esempio, tutti quelli che sono rientrati nelle loro case agibili da mesi perché continuano a prendere la CAS e non pagare le tasse se hanno reddito come pre-terremoto?  La restituzione per tutti tra 5 anni al 60%.

Una proposta seria come la necessità che viviamo.