Sono passati appena 12 mesi dalla precedente edizioni e SEGA si presenta, puntuale con la bella stagione, con edizione aggiornata del suo classico del tennis. E’ con curiosità che ho inserito il disco all’interno della mia Xbox con ben impresse nella mia memoria le bellissime immagini di TopSpin 3: quali novità la casa giapponese avrà inserito in questa nuova versione?
Il tennis ha dinamiche ben precise di gioco dunque è piuttosto complesso riuscire ad introdurre nuove modalità di gioco senza snaturarlo. Inoltre migliorie al comparto tecnico/grafico necessitano di più tempo per essere correttamente implementate.
Dopo le schermate introduttive viene visualizzato il classico (e piuttosto striminzito) menu con le opzioni che ci si aspetterebbe da questo tipo di gioco. E’ possibile avviare una nuova licenza, partecipare ad una esibizione oppure accedere alle sfide on-line con Xbox Live.
Non mancano i menu di “servizio” per la regolazione delle opzioni di visualizzazione, controlli e sonoro.
Per quanto riguarda la modalità carriera è possibile creare fino a 5 profili differenti, conosciuti come licenze all’interno di Virtua Tennis, in modo da creare diverse esperienze di gioco in dipendenza delle caratteristiche fisiche e di gioco assegnate al proprio giocatore.
Infatti è possibile creare il proprio giocatore dettagliando esattamente tutte le caratteristiche fisiche in modo da poter potenzialmente creare un giocatore che assomigli a voi. Il volto, gli zigomi, il naso e tutte le altre caratteristiche fisiche sono facilmente e velocemente personalizzabili fino a creare il giocatore che volete. Oltre alla morfologia è possibile agire anche su caratteristiche fisiche legate al giocatore di tennis come gli stili nei vari movimenti.
E’ possibile stabilire gli stili per il diritto, per il rovescio, per la risposta e il servizio scegliendoli tra una discreta quantità e varietà che, a memoria, mi sembrano ricordino vagamente gli stili dei campioni del presente e del passato di questo gioco.
Completata la costruzione del proprio atleta inizia il tour mondiale in cui troviamo le prime novità di questa edizione di Virtua Tennis. Oltre ai classici tornei in giro per il mondo è possibile aumentare i propri crediti partecipando ai minigiochi sparsi per il globo.
I mini giochi sono interpretazioni tennistiche di alcuni classici arcade come, ad esempio, il primissimo con cui avrete modo di giocare che consiste in un Arkanoid a tempo contro un muro di mattoni di diversa taglia (e di diverso valore) che è necessario distruggere per arrivare alla soglia di punti prefissati entro un tempo limite.
Padroneggiando bene i colpi si riescono a distruggere i pezzi più grandi e quindi ad accumulare il punteggio minimo necessario per superare la prova. Il superamento di questa soglia permette di ottenere dei punti da utilizzare sul proprio giocatore per, ad esempio, ripristinare l’energia con una bibita isotonica.
Non possono mancare, in questo tipo di gioco, gli allenamenti: è possibile provare (e quindi migliorare) specifici colpi o tecniche in modo da padroneggiarle al meglio.
Tutta questa attività hanno comunque impatto sulle forze residue dell’atleta che potrebbe aver bisogno di riposarsi una settimana a casa oppure in vacanza.
Nella modalità carriera è indispensabile salire la classifica, partendo dai tornei più facili e alla portata della propria posizione nel ranking mondiale, vincendo il torneo e guadagnando posizioni.
Vincendo i tornei inizieranno ad arrivare gli inviti per incontri amichevoli e allenamenti con altri giocatori classificati che vi permetteranno di sbloccare elementi acquistabili nel negozio sia di abbigliamento che di materiale tecnico.
Dunque proprio come nel circuito tennistico reale si gira il mondo, si giocano tornei, si migliora il proprio tennis, si guadagno soldi e si fatica…
E se l’IA non vi soddisfa potete prendere parte ai tornei on-line del circuito mondiale di SEGA che vi permette di partecipare ad un torneo contro altri giocatori connessi con Xbox Live.
Dopo aver analizzato le modalità di gioco di Virtua Tennis passiamo alla consueta ed inevitabile analisi delle caratteristiche tecniche che fanno comunque e sempre parte del mix necessario per sfornare giochi di ottima qualità.
Da questo punto di vista il titolo di SEGA non offre spunti tali da emergere, anzi, se confrontato con quel mostro di rifinitura che è Top Spin 3 (riproduce persino il sudore) appare chiaro che il discorso qualitativo ha dovuto sottostare a diversi compromessi.
Quello che si intuisce chiaramente è il condizionamento nella dotazione di grafica e suono dovuto alla natura multipiattaforma del titolo senza approfittare dell’eventuale disponibilità di maggior potenza per migliorare la qualità visiva.
Dunque texture piatte e sgradevoli, grafica abbastanza semplice e poco curata sia nel gioco che nelle sezioni dei menu: sembra un buon gioco per le console di vecchia generazione piuttosto che un gioco a livello dei migliori capolavori per le potenze esagerate delle attuali console di Microsoft e Sony.
Eppure, qualche spunto interessante, il gioco lo offre con la spettacolare visione “sulle spalle” che è, forse, una delle migliori interpretazioni della complicatissime questione visuale su un gioco del tennis.
Anche la modalità di commutazione tra le varie tipologie di visualizzazione della partità è innovativa e allo stesso tempo pratica ispirata, a nostro giudizio, dalla soluzione applicata nei giochi di tipo automobilistico per cambiare punto di vista. La principale innovazione, rispetto al panorama attuale dei giochi dedicati al tennis, consiste nella possibilità di cambiare visuale senza passare per i menu ed interrompere il gioco: la semplice pressione del tasto consentirà di alternare le visualizzazioni.
Purtroppo questa innovazione non solo è isolata ma evidenzia maggiormente la grossolana approssimazione del comparto sia grafico che sonoro.
Il dilagante fenomeno della bassa qualità per grandi numeri, che spesso ha avvelenato il mercato dei videogiochi, si sta ripresentando anche nell’attuale generazione di console e manifesta i suoi nefasti effetti anche su questo titoli in cui, una parte fondamentale del videogame, l’I.A. dei giocatori è assolutamente risibile.
Capita con regolarità imbarazzante di prendere in contropiede il vostro avversario anche durante un regolare scambio di colpi da fondo campo. Non è necessario neanche doversi prendere la briga di lavorarlo con colpi incrociati o di ritmo diverso, l’anticipo che tenta l’avversario vi spalancherà le porte per un semplice tiro dritto che per lui risulterà in un clamoroso contropiede.
Scordatevi qualunque tatticismo oppure lavori sugli effetti delle palle sulle diverse superfici… il gioco non riproduce neanche in minima parte quella che è la parte più affascinante del tennis agonistico.
L’ultimo tocco di classe, se così si può dire, consiste nell’innata predisposizione al tuffo di un po’ tutti i giocatori non appena la palla si trova al di fuori della portata di un tiro normale. Non serve dire che l’unico che faceva i tutti era Boris Becker e solo, eventualmente a rete.
Il comparto on-line ha le consuete modalità di gioco sia in single player che in doppio senza nessuno spunto di originalità. I lag sono presenti in quantità eccessiva vista la relativa facilità tecnica di questo tipo di gioco e la scarsità di dati da inviare.
AMORE
· I minigiochi.
Volendo salvare qualcosa di questo gioco sarei tentato di parlavi della carica di simpatia sprigionata dai minigiochi contenuti al suo interno; sarebbe, però, come giudicare PGR dal pur ottimo Geometry Wars. Pertanto il difficile compito di salvare il salvabile di questa catastrofica edizione di Virtua Tennis si rivela particolarmente ostico se lo si continua a guardare con gli occhi del giocatore di videogiochi di palato fine.
· Facilità e immediatezza di gioco
Pensando invece ai casual gamers è evidente che Virtua Tennis si lascia giocare facilmente con una curva di apprendimento pari a zero: ci si diverte dal primo istante. Dunque, se qualche vostro amico vi vuole sfidare a tennis e il campo non è disponibile, l’eventuale sfida virtuale non vedrebbe il videogiocatore incallito avvantaggiato in maniera evidente rispetto all’avversario.
ODIO
Il gioco è troppo facile e dopo pochi minuti ci si accorge che la noia avanza e la modalità torneo è quasi ridicola. Il comparto grafico è degno di una buona dose di odio sia per gli asset statici che per i modelli tridimensionali più da bassa risoluzione che da schermi HD. Al tempo stesso l’audio è praticamente inesistente o, peggio, fastidioso come il motivetto di sfondo mentre si gioca.
Conclusione
L’unica ragione per comprare questo gioco è la possibilità di fare una partita con gli amici quando il campo vero di gioco è indisponibile e, soprattutto, se i vostri amici non sono gamers. In queste particolari condizioni l’estrema semplicità dei controlli e, più in generale, del gioco può essere d’aiuto per poco, pochissimo tempo.
Valutazione: 5.5