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11 Mar
Il mio pensiero va a tutti i giapponesi, in particolare quelli della costa nord orientale, che stanno combattendo contro gli eventi naturali per la loro sopravvivenza.
Avendo vissuta in prima persona una esperienza simile, vedere dalla TV una scossa diversi ordini di grandezza più forte ed il conseguente Tsunami che avanza nella campagna è terrorizzante fino al midollo.
Purtroppo non è il film 2012, è realtà. Le macchine che si muovo e corrono lontano dall’acqua contengono persone che stanno lottando per la sopravvivenza.
Prego per la sicurezza dei sopravvissuti e l’anima dei morti sperando che questi eventi ci facciano capire che siamo ospiti, non padroni.
4 Oct
Per un w/e, uno dei tanti in cui noi sfollati rientriamo all’Aquila a trovare parenti e controllare l’avanzamento dei lavori, mi sono dedicato alla città, facendo qualcosa che comunque ritengo utile per il suo futuro. Un piccolo contributo alla causa, una goccia nel mare. Non è forse fatto di singole gocce d’acqua il mare? (more…)
8 Jul
Con questo post volevo solo manifestare solidarietà e piena sintonia di quanto dice il mio concittadino, picchiato ingiustamente, riguardo le richieste del popolo dell’Aquila.
17 Jun
Voglio testimoniare la mia vicinanza e la mia partecipazione alla movimentazione in atto nella mia città per rivendicare pari trattamento e pari dignità tra cittadini italiani.
Non si tratta solo delle tasse ma del tessuto economico e sociale di un territorio che, se non aiutato, è destinato ad avvicinarsi economicamente più al sud che al nord evoluto, civile ed apparentemente (molto apparentemente) pulito.
Non è una regalia, ma una necessità per tutti coloro che sono ancora fuori di casa ed alle prese con una ricostruzione che non copre quanto perso all’interno della casa.
È necessario trovare un equilibrio tra il tutto a tutti e il nulla che si prospetta stando alle attuali disposizioni di legge. Questo senza una visione prospettica è solo, ancora, gestione dell’emergenza e non ricostruzione.
Speriamo di poter presto avere quello che ci spetta e merita per poter ricostruire tutto come e meglio di prima.
22 Apr
Meglio dell’originale!
L’anima bella della città in cui abitavo e in cui tornerò nonostante la paura.
BRAVISSIMI.
6 Apr
Un rumore basso e sordo, le urla di mia cognata e di mia suocera, tra i miei piedi quello che rimane di un soprammobile con vetri e pepe rosso sparso sul pavimento.
La paura, la concitazione, il pensiero a mia figlia. Dobbiamo uscire, questa è forte. La casa regge ma si contorce, il pavimento batte sulla pianta dei piedi.
Predo mia figlia, lo sguardo perso nel vuoto di chi è stato svegliato di soprassalto, la metto in braccio a mia moglie. Dico a mio nipote di portare le mie scarpe, che erano vicino la sua brandina fuori con lui, gettandole per strada se scappando gli danno fastidio. Mia cognata rientra a casa durante la scossa dicendo “papà si sta a spalla la casa … piovono mattoni”. Lui, “che dici! usciamo dai usciamo”. Escono tutti; io prendo il cellulare in ricarica in garage e l’inseparabile borsa con portatile, scheda UMTS e tutto il necessario. Sono il penultimo ad uscire mentre la casa si contorce ancora.
Esce mio suocero. ci raduniamo nel giardino antistante casa a debita distanza dall’edificio. Finalmente anche lo zio e gli altri escono. Vado a spostare la macchina da sotto i muri. Qualche mattone l’ha già ammaccata ma appena qualche istante dopo il muro del primo piano si rompe e viene giù. Io ero troppo impegnato a tirar fuori la macchina per accorgermi del crollo a pochi metri da me.
“Salite in auto, andiamo in strada, più in basso” La terra continua a battere sotto i piedi e un cupo rumore a riempirci le orecchie. Si convincono. Scendiamo tutti in strada in uno spiazzo proprio di fronte alla nostra proprietà. Inizia il via/vai di ambulanze, auto, gente che si cerca. Va via la luce, tornano i telefonini: “Mamma stiamo tutti bene, fuori casa, siamo vivi. Ora lascio la linea libera. ti chiamo dopo..”
In macchina tutti sotto le coperte aspettando il giorno che nasce con la certezza che un dramma di dimensioni storiche si sta consumando visto l’incessante via vai di autoambulanze e le prime notizie.
Si fa giorno e il satellite di Google ci fotografa così:
Da quel momento la nostra vita è cambiata per sempre. Le certezze che ci avevano accompagnato fino ad allora, svanite in 28 secondi. La paura di non sapere cosa rispondere alla domanda di mia figlia “ ho fame” fino al giorno prima innocua.
Per fortuna la solidarietà è stata incredibilmente rapida ed efficace. Alle 14 mi allontano dal nostro posto per vedere cosa è successo nelle immediate vicinanze.
Case crollate, gente per strada. ma anche fila chilometrica di camion della protezione civile in arrivo al centro sportivo Centi Collela.
La macchina dei soccorsi, quello Stato spesso distante e distratto, si faceva vivo nel momento del bisogno, supportato da volontari che sembrano essere scesi direttamente dal paradiso.
E mentre la terra continua incessantemente a tremare alle 22 abbiamo un pasto caldo, persino buono: farfalline al sugo e fettina panata. E tutto questo mentre militari e volontari continuano, nonostante la grandine a sistemare tende.
Da li in poi è iniziata una odissea che ci ha portato, per proteggere i nostri figli, via dalla nostra città prima a Roseto, poi a Villa Rosa e quindi, più stabilmente a Carsoli.
Il peso della lontananza, della famiglia disgregata, delle preoccupazioni per chi, dopo una vita di sacrifici si è visto quasi sbriciolare anni di fatica, la pena per i conoscenti feriti o morti, dei morti.
Tutto questo è stato largamente compensato dalla solidarietà senza fine che abbiamo ricevuto: dai volontari della protezione civile, dall’esercito, dai vigili del fuoco (dei veri angeli), dai fantastici volontari di Roseto (che in mezza giornata ci hanno dato tutto l’occorrente per dormire, lavarci, vestirci, curarci), degli amici (Mauro, Lia, Agostino, Ernesto, Domenico, Giuseppe e Simona, Francesca e Pino, Francesco,Simone e tanti altri), dei colleghi e dell’azienda.
Nulla sarà più come prima. Ma se c’è una cosa che ho imparato è guardare la parte mezza piena del bicchiere. Ho tutti i miei cari vivi, magari un pò provati dalle difficolta di una ricostruzione complessa, della fatica del rincominciare ma la solidarietà delle persone fanno più leggero questo pesante fardello.
21 Feb
Oggi i miei concittadini hanno fatto una nuova manifestazione per sottolineare l’apparente stato di immobilità in cui versa il Centro Storico di L’Aquila.
Sinceramente faccio sempre più fatica a dichiararmi Aquilano non per la legittima aspirazione ad avere qualche straccio di certezza sulla propria casa ma per i tempi e le modalità con cui la protesta avviene.
Non che io stia meglio: sono fuori casa dal 6 aprile, sono in affitto a mie spese (rimborsate in parte dall’autonoma sistemazione quando quelli del SED riescono a lavorare con un foglio excel..) e non so quando e se partiranno i lavori di riparazione.
Tutto sospeso, quindi. Ovviamente non recrimino sulle mie scelte ma rivendico un profilo di responsabilità verso la mia famiglia e la mia città. Potendo, provvedo da solo.
Quanti, tra quelli che vanno a queste manifestazioni, hanno veramente bisogno (avere una casa al centro dell’aquila non era proprio alla portata di tutti..)? quanti si rendono conto che il problema è più grande del loro ego (per quanto smisurato per alcuni di loro L’Aquila è comunque una citta da 70K persone..)? quanti si rendono conto che sono strumenti per una campagna elettorale che non si fa più con i comizi ma con serpeggiante maldicenza e altro?
Il Sindaco ci mette anche del suo… Ora è il vice commissario: deve indicare le soluzioni non i problemi e, tantomeno, deve saltare sul cavallo impazzito della denigrazione preventiva.
Sarà che sono un incurabile illuso ma, al posto di questa sparuta minoranza di Aquilani, chiederei al vice-commissario quanto tempo gli serve per trovare una soluzione ad ogni singolo problema e poi mi farei vivo a tempo debito. Almeno non rischio di diventare lo strumento di altri … per i loro obbiettivi personali.
Tutto ciò è esattamente in linea con l’egoismo sfrenato che regnava nella città… Poi dicono che non esiste la punizione divina…
13 Feb
Questo video esprime un sentimento che provo anch’io
Io non ho più una casa ed oltre i danni materiali quelli morali e di disgregazione famigliare non me li ridarà nessuno ed aumentano la complessità del vivere quotidiano.
27 May
Dopo un evento catastrofico come il terremoto a L’Aquila si impara a guardare sempre la parte piena del bicchiere. Per quanto piccola sia, il fatto che esista ti permette di affrontare le tue nuove sfide con lo spirito giusto.
30 Apr
Oggi ho ricevuto questa perla di saggezza popolare in dialetto Aquilano sul terremoto:
Pe fermamme, ju tarramutu, me tà ccjie
Kjù fa ju strunzu , kjù ‘ndsosto
Se solo sapesse come se smorza ji farria vedè.
Tengo solo trovà addò cazzo hanno missu ju bottò
Se me la spalla la casa, la refaccio. Pure senza sordi, co lle sputazze, ma la refaccio
Anzi me ne faccio una bassa e co le tavole cuscì vojo vedè proprio come se mette
Tengo solo la paura che me frega.
Perché non è che se la pija solo co mmi
Se la pija co tutti quji che trova. Piccoli e rossi. Pure co ji vecchi che ggià non ne poteano kjù.
Quji ggià steano stracchi. E non va bbona. No je ne te kjù de tribbolà.
Ha cciso na frega de quatrani che non c’entreano na mazza. Che manco erano aquilani, ma ja ccisi uguale
A che servea tutta ssa carneficina lo sa solo jissu
Po te ta vedè tutta ssa ggente che te guarda e pare che te jice:" ma coma cazzo le sete fatte sse case? Nojiatri le tenemo antisimiche".
Pure pe tilivisiò te llo icono.
Antisimiche ju cazzu che vve frega!
So kjù de trecento anni che non se sentea manco na scettacata e mo me vengono a ddi che lo sapeano tutti.
Ma che sapeate? Chi ve ll’era ittu? Che teneamo fa?
Ji bunker?
Po me vengono a raccontà che :"Era una scossa di media intensità, 6,3 della scala Richter. Non sarebbero dovute cadere tutte quelle abitazioni! E’ indice di poca attenzione alle regole".
Ma dico ji:" Ma addò ju teneate ssu’ misuratore de tarramuti, appiccato co ji prusciutti! Ma se ss’è aperta la terra che appocatro se ‘gnotte tutto"
Pe piacere!
Onna l’ha spianata sana sana e Monticchiu, che sta cinquecento metri e che tè le case pure più vecchie sta loco che manco se ne so accorti!
A mi me ss’è aperto ju cascittu deju bagnu addò tengo ji ferri pe tajamme l’ogna e j sso retroati dentro aju lavandino.
E ju cascittu era quiju bassu.
Me ll’ha revodecata tutta la casa.
A cognatemo, che sta a San Demetrio, no ji se so cascate manco le fotografie sopra aju commò e a Villa Sant’Angelo che sta loco attraverso ha fatto ne frega de morti.
E’ come tutte le cose: a chi tanto e a chi gnente
Però è chiara na cosa sola: che non ci capite una beata mazza.
Ssi strumenti che tenete addopreteje pe facci quacche atra cosa,. Atru che "sabbia nelle costruzioni". Ha fatto na sorte de botta che appocatro se cascano le stelle no de "media intensità".
L’intensità, a certe parti, ci stea tutta quanta.
Ma se sse so cascati pure gji alberi.
Stu ggiru è toccato a nojatri ma non è che potete sta tanto pricisi manco vojatri.
Allora mò se semo mbarati. Semo diventati tutti "esperti in terremotologia applicata".
Applicata perché so’ tre mesi che ropp’ju cazzu tutti i jorni e semo fatta pure la classificaziò deju tipu delle scosse.
Atru che Mercalli e Richter!!!!
Mo ve la jico: ju tarramutu se reconosce pe quantu trojajo fa
1. Essiju
2. Bottarella
3. Bella botta
4. Sileppa
5. Slenghera
6. Saraga
7. Petenga
8. °ngulallazia
E quando le sete passate tutte come nojatri ve potete presentà a fa ji esperti
….. media intensità! Ma jeteaffangulo
è un buon segno, inizia la ricostruzione.